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SEM-RETE@SINISTRA A TUNISI IL 17 APRILE CON RODOTA' PDF Stampa E-mail
SEM-RETE@SINISTRA A TUNISI IL 17 APRILE PER PORTARE , CON STEFANO RODOTA’, I CONTENUTI E L’ESPERIENZA DELLA NOSTRA COSTITUZIONE, COME CONTIBUTO AL LAVORO DI COSTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA, NELLA TUNISIA DELLA RIVOLUZIONE DELLA DIGNITA’.

Scrive Immanuel Wallerstein in un articolo apparso sul Manifesto di alcuni giorni  fa: “ La guerra di Libia di fatto è solo una grande distrazione – internazionale- dal conflitto politico principale che si sta consumando nel mondo arabo. ………..il cui vero obiettivo è “ rallentare, incanalare, cooptare la seconda rivolta araba e impedirle di trasformare le realtà politiche di fondo del mondo arabo ed il suo ruolo nella geopolitica del sistema mondo”
Lo stesso , continuando , paragona la rivolta esplosa in Tunisia lo scorso  17 dicembre, rapidamente  trasformatasi in ribellione e in  rivoluzione,  ad “ una ripresa dello spirito della rivoluzione mondiale del 1968.”
E tutto quello che in questi giorni da più parti si scrive, sulla prima affermazione, sembra dargli ragione.
Sulla seconda , palesi appaiono le differenze dei due fenomeni, delle condizioni materiali che li hanno innescati e animati, dei due diversi momenti storici, dei soggetti protagonisti cui si può ancora  aggiungere la diversità,in più punti, delle risposte attese dai due movimenti .
Il raffronto con il 68 ,a me  sembra poter reggere solo, come scrive lo stesso Wallerstein, con lo spirito che animò ed alimentò  quella fase.
Già da come, ad esempio,Taharar Ben Jelloun,tra diversi altri, descrive quanto sta accadendo in Nord Africa, le differenze appaiono evidenti.
“ Quello che è successo in Tunisia ed in Egitto - scrive il noto poeta, romanziere e giornalista - è una protesta morale ed etica. E’ un rifiuto assoluto e senza mezzi termini dell’autoritarismo, della corruzione, del furto dei beni di un paese , rifiuto del nepotismo, del favoritismo, rifiuto della umiliazione e della legittimità che è alla base dell’arrivo al potere di questi dirigenti il cui comportamento prende a prestito molti metodi della mafia. E’ per questo che non è una rivoluzione ideologica. Non c’è un leader,non c’è un capo, non c’è un partito che porti avanti la rivolta. Milioni di persone qualunque sono scese in strada perché quando è troppo è troppo! E’ una rivoluzione di tipo nuovo: spontanea ed improvvisata: E’ una pagina della storia scritta
 
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI DELL’OPPOSIZIONE PDF Stampa E-mail
Fate qualcosa di forte: così non si può andare avanti.
È intollerabile quello che ci succede intorno.

Si fa la guerra per salvare i civili e poi si trattano come cani e si cacciano, dicendo che si "ripulirà" l'isola dalla loro presenza: pulizia peggio che etnica - igienica da esseri sottoumani, sporchi.

Si fa uno spot in camicia nera in cui si parla di ville e denaro per tutti, esenzioni fiscali, spiagge dorate e nuova Portofino. Casinò. Ci pensa lui, dicono gli intervistati. Non l'abbiamo già sentito? Altro comizio fuori del tribunale qualche giorno fa, con signore perbene che dicono, anch'io se avessi vent'anni per uno simpatico e con i soldi ci farei un pensierino, che c'è di strano.

A "Forum" un'altra signora normale racconta una storia sugli aquilani che se la godono negli alberghi, mangiano bevono, non fanno nulla e poi si lamentano.... Per fortuna era un copione già scritto, solo da recitare come viene viene perché sembri più autentico. Per fortuna?

In parlamento un ministro tira il suo tesserino al presidente, dal governo corrono in aula per votare un verbale (che non passa), un onorevole chiama una deputata “handicappata di merda” - non le urla “fuori dalla palle”, forse perché non è il leader.

È stato sdoganato il peggio della miseria italiana, tutti si sentono autorizzati a tutto, la rabbia l'odio l'egoismo, e forse è questo il segreto del successo. Di un certo successo. Stato feudale da una parte, tutto rapporto servo-padrone, fedeltà-protezione, sesso e potere, prostituzione politica (maschile, soprattutto); dall'altra un super Stato che vorrebbe competere per la direzione delle operazioni di guerra. Uno stato dall'anima porno-clericale, che mentre celebra l'utilizzatore finale di corpi giovanili, invade le sfere più intime della vita e della morte per sottrarle alla libertà personale.

A noi sembra che tutto si tenga: lo spettacolo, gli show dai predellini, le ville stile Portofino dov'erano i clandestini, la violenza delle guerre e le caserme produttive dei Marchionne. Separare l'antiberlusconismo "civile" dal conflitto sociale e economico è una sciocchezza vetero-materialistica. Il materiale è l'immaginario. Le bombe e le balle, la morte e lo show, uccidono la democrazia, quindi la nostra dignità.

E se in parlamento i Politici Esperti chiedono ironici a Rosy Bindi se devono togliersi la giacca e arrotolarsi le maniche, la risposta che ci viene è sì, dovrebbero fare proprio qualcosa che non sia aspettare che arrivi 2013, magari appellandosi alla Lega e al suo "popolo" che non vorrebbe la libertà degli imputati. Non la vuole la libertà per gli imputati se sono poveracci, stranieri, non-dei-nostri. Per i ricchi che rubano nei bilanci chiude un occhio eccome. E l'esagerazione berlusconiana non si uccide da sola di fronte a sobria misura, eleganza e senso dello stato. Qui c'è da salvare prima di tutto una cultura, una dimensione civile, una decenza della democrazia. Se lasciamo passare questo linguaggio di barzellette, villette sul mare e bombe, siamo morti molto prima del 2013.

Da voi che state in Parlamento vogliamo sentire che non è più tempo di normale opposizione, riprogrammata sulla lunga durata della legislatura. Che poi è troppo spesso para-opposizione, responsabile astensione. Responsabile soprattutto del disastro. Qui siamo davanti a pratiche spettacolari "gradevolmente" eversive, che non lasciano in piedi della democrazia nemmeno le procedure esteriori. La loro etica è vincere, portare a casa il risultato: l'impunità del capo, proprietario e signore.

Secondo noi occorre fare subito qualcosa che sia all'altezza dell'emergenza. E continuare a farla. Intanto per dire che noi, che la società italiana, non è solo quella roba lì. Servirà a poco la testimonianza, però serve almeno a noi, a non sentirci complici, anche solo per scoraggiamento e rassegnazione.

Dobbiamo continuare ad essere in piazza il più possibile - con la nonviolenza, certo, ma quella conflittuale di chi detesta e denuncia, non subisce passivamente. E lascia un segno nel paese, scrive sui doppiopetti di questi onorevoli che insultano chi non può battere le mani, che si devono vergognare, almeno davanti a noi.

A voi deputati e senatori dell’opposizione chiediamo di smettere di giocare a questo finto gioco parlamentare. Lo spettacolo non può andare avanti: toglietevi giacche e distintivi. Occupate le sedi parlamentari o andatevene. Chiediamo che facciate mancare i numeri e blocchiate tutto, oppure che non manchiate mai bloccando tutto lo stesso. Che diate segno di esistere e di capire che non ci si può programmare sulla routine di una volta. Se non lo fate occorrerà ricordarlo anche a voi, tutte le volte che vi affacciate sulla scena.

Che almeno il paese sia incandescente e vivo, non omologato. Che dica chiaro che c'è un'altra Italia, che non ne può più. E siamo noi.


Rete@ Sinistra 

Firmala qui: http://www.petizionionline.it/petizione/lettera-aperta-ai-parlamentari-dellopposizione/3827

 
Il forum dei diritti economici e sociali in Tunisia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Marzo 2011 15:51

Pubblichiamo il seguente documento del forum dei diritti economici e sociali in Tunisia

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Tunisi, 25 marzo 2011

 

Abbiamo saputo che due ministri italiani, il ministro degli esteri Frattini e quello dell'interno Maroni, intendono fare una visita a Tunisi. L'obiettivo di questa visita è fare pressioni sul governo provvisorio tunisino affinché, da una parte, sia efficiente e rigoroso nel fermare le partenze di persone che vogliono emigrare verso i paesi dell'Unione europea e, dall'altra, accetti il rientro di massa degli immigrati clandestini tunisini o di altre nazionalità che al momento si trovano a Lampedusa.

Sappiamo che la Tunisia sta vivendo un momento difficile della sua storia e si sta avviando verso

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Marzo 2011 16:09
 
APPELLO COORDINAMENTO 2 APRILE PDF Stampa E-mail
Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questi giorni hanno sentito la necessità,

attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce

 

CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA

PER SOSTENERE LE RIVOLUZIONI E LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI

PER L'ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI

CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO,

PER IL DISARMO, UN'ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE

 

CHIEDONO

 

LO STOP AI BOMBARDAMENTI E IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA

per fermare la guerra, la repressione

ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.

 

IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GRANDE GIORNATA DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE ATTIVA

A ROMA E IN TANTE PIAZZE D'ITALIA.

A partire da quella data ci impegniamo a dar vita ad un percorso diffuso sul territorio

di mobilitazioni, iniziative, informazione, assemblee,

incontri e solidarietà con i movimenti dei paesi arabi.

 

per adesioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Prime adesioni:

 

Arci, Action, Associazione Ya Basta Italia, Associazione Mediterranea, Associazione per il rinnovamento della sinistra, Associazione per la pace, Associazione Senzaconfine, A Sud, Attac Italia, AteneinRivolta, Comitato Fiorentino Fermiamo la guerra, Cobas, Democrazia Chilometro Zero, Emergency, ESC, FIOM–CGIL, Gruppo Abele, Horus Project, Lega diritti dei Popoli, Legambiente, Libera, Lunaria, Rete@Sinistra, Rete della Conoscenza, Rete Romana Solidarietà al Popolo Palestinese, Rete Studenti Medi, Sinistra Euromediterranea, Stryke-Yomigro, UDU, Un ponte per, Forum Ambientalista, Altraagricoltura, IPRI, ASCIA, Comunità Somala Lazio, Amig@s Sem Terra, Associazione Obiettori Nonviolenti, Punto Rosso, Senzaconfine, Rete Antirazzista Firenze, Gruppo Sconfinate, Terre del Fuoco, Iniziativa Femminista Europea

 

FedS, FGCI, GC, PCL, PdCI, Prc, Sinistra Critica, SeL

 

Altre adesioni:

 

Rete Nazionale Radiè Resh, Associazione Donne Brasiliane in Italia, Associazione Sopra i ponti Bologna, WILPF, associazione Ecoinformazioni, Donne in nero, perUnaltracittà-Firenze, Centro ligure di documentazione per la pace, Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti, comitato intercomunale per la Pace nel Magentino, Movimento Nuovi Profili, Unione Inquilini Federazione di Bari, Collettivo Byzantium Onlus, associazione Spirit Romanesc, Coordinamento Donne contro il razzismo - Casa Internazionale delle Donne di Roma, Rete Internazionale delle Donne per la Pace, Associazione Casa Rossa – Spoleto, Convergenza delle Culture – Milano, Rete delle donne Anti Violenza onlus – Perugia, comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Comitato Internazionale di Educazione per la Pace – Ciep, Servizio Civile Internazionale, Consorzio Città dell'Altraeconomia, Reorient Onlus, Associazione Trama di terre – Imola, Centro di Solidarietà Internazionalista Alta Maremma, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Associazione "Periferie al Centro" - Fuori Binario, Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, Associazione Convergenze, Il Cavatappi - Rivista Online, Comunità in Resistenza – Empoli, comitato "Lo sbarco della nave dei diritti di Genova", Freedom Flotilla Italia, Rete Nazionale Radié Resh

 

 

Adesioni individuali:

 

Grazia Scuccimarra, Luciano Muhlbauer, Lido Giampaoli, Barbara Ferrazzo, Tiberio Tanzini, Gian Carlo Bandinelli, Renata Lovati, Simone Lepore, Franco Russo, Agostino Giordano

 
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