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Programma due giorni 21-22 novembre PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Ottobre 2009 12:21

Le forme della politica si cambiano praticandole:
la nostra proposta per il 21 novembre


Riassumiamo dal programma i punti salienti, prima di spiegare le ragioni della scelta:

Sabato 21 novembre: … ore 10-11 Presentazione dell’iniziativa. … le due linee di lavoro su cui si articola la Due giorni: 1) la riforma della politica e 2) i temi su cui aggregare la sinistra, cioè l’agenda. Sulla riforma della politica si arriva con un documento aperto e per la maggior parte del tempo si lavora in gruppi. …

11-15,30 Si lavora per gruppi e/o tavoli. Ciascun gruppo ha come tema il documento nel suo insieme e può affrontarlo tutto o in parte. I gruppi sono composti casualmente, al momento dell’iscrizione, prevedendo un numero medio di 10 persone, max 15.
Il tema comune a tutti i tavoli è la riforma della politica, con una tecnica mista fra Town meeting e Open Space.
Del primo si assume la relativa rigidità dei gruppi, formati non spontaneamente, del secondo la libertà di lavoro nei gruppi, assieme alla modalità nella redazione del report, che esalti al massimo la responsabilità collettiva, con il minimo di delega a chi ha “facilitato” il lavoro del gruppo.
Se il dibattito sul documento si arena, si può cambiare argomento (anticipando il lavoro sull’agenda, per esempio). Chi sente che il gruppo non lo interessa più, può spostarsi in un altro, senza però superare il limite delle 15 persone. Chi fin dall’inizio pensa di non riuscire bene a lavorare nel gruppo in cui è capitato, p. es. per la presenza di persone con cui sa di non interagire positivamente, (spero che quest’affermazione non scandalizzi nessuno, ma può succedere più di quanto non si pensi) può cambiare gruppo.
Ciascun gruppo individua al suo interno le persone a cui far ricoprire le seguenti funzioni: facilitare il dialogo/dibattito; prendere appunti. La disponibilità di un Pc può essere utile.
Il tavolo/gruppo si scioglie avendo comunque definito il report del proprio lavoro: questa funzione non deve essere delegata…

Non c’è pausa-pranzo ma un buffet a cui si può accedere dalle 13 alle 14,30 circa, sia individualmente che facendo catering per  un intero gruppo.

15,30-16 Pausa

16-18 In contemporanea si svolgono:
a. la riunione di due persone per gruppo (possono essere o no quelle che hanno ricoperto nel gruppo le funzioni sopra indicate) con l’obiettivo di redigere un report che costituisca il documento da sottoporre il giorno dopo alla plenaria;
b. l’assemblea plenaria che comincia a lavorare sull’agenda tematica.
Si prevede di chiudere alle 18, sia perché molte delle strutture contattate per la sede ci pongono problemi di orario, ma soprattutto per lasciare uno spazio di relazioni non tutte predefinite e formalizzate.

Domenica: 10-11 Conclusione sul tema della riforma della politica
Si lavora in plenaria sulla base del documento emerso dai lavori del pomeriggio. Obiettivo è assumere alcune decisioni collettive, sulla forma che la rete dovrà assumere, oltre che sulla forma delle relazioni/alleanze che essa stabilirà con altri soggetti.

11-13,30 Ripresa della discussione sull’agenda, sempre in plenaria…

La scelta di adottare modalità di partecipazione-decisione diverse dal solito per la due giorni è il punto di arrivo di percorsi fra di loro distinti, ma convergenti.
In primo luogo c’è l’esigenza da più parti sottolineata di andare oltre le difficoltà delle strutture della democrazia rappresentativa, adottando strumenti di democrazia deliberativa e /o democrazia partecipativa. In estrema sintesi, con i primi si pone l’accento sull’esigenza che le decisioni condivise si appoggino sulla condivisione di informazioni, quindi su una partecipazione consapevole, con i secondi che i luoghi decisionali siano tali da favorire la partecipazione più ampia.

D’altro canto le modalità assembleari, da sempre utilizzate nei movimenti, non sembrano in grado di rispondere a tale doppia esigenza: a volte le assemblee, per quanto partecipate, vedono scaturire le decisioni più dall’onda emotiva, dal carisma di un oratore, che dalla condivisione delle informazioni utili/necessarie per decidere. Anche l’articolazione per gruppi di un’assemblea, risolve solo in parte questi problemi. Nel gruppo aumenta la possibilità di intervenire e di condividere informazioni, ma a volte il momento della plenaria vede solo la restituzione del lavoro dei gruppi senza che questo si traduca in decisioni assunte da tutti e tutte.
In un momento politico in cui sembra privilegiato il momento decisionale e la “governabilità” diventa il criterio dell’efficacia della politica, ci sembra importante garantire nello stesso tempo decisionalità e partecipazione.

Nella nostra regione (la Toscana) e nella nostra città (Firenze) gli ultimi tre anni sono stati caratterizzati dalla parola d’ordine “partecipazione” assunta a livello istituzionale. La Regione si è dotata di una legge sulla partecipazione, approvata dopo un itinerario che si voleva partecipato. Anche il Comune ha lavorato a un regolamento sulla partecipazione, con un processo meno limpido e quindi meno controllabile. Ma anche la legge regionale, una volta approvata, sta lasciando molto a desiderare per quanto riguarda la sua applicazione.
Anche per questo ci sembra importante praticare forme di democrazia partecipativa/deliberativa, come contributo critico a questo processo, tutt’altro che chiuso.

La Due giorni, come abbiamo già detto,  ruota intorno a due temi: la riforma della politica e l’agenda della sinistra. Mentre su questo secondo tema si è deciso di rimanere nell’ambito della modalità assembleare, sul primo si vuole proporre e sperimentare un modello diverso. Siamo partiti da due modelli, fra i tanti in circolazione: l’electronic town meeting (e-TM) e l’open space technology (OST) [e-TM, sta per “incontro cittadino elettronico” o telematico (la e è la stessa di e-mail); OST sta per “tecnologia dello spazio aperto” e, nonostante il nome, dipende meno da supporti tecnologici].

Di entrambi indichiamo le caratteristiche principali.

e-TM

- Ai partecipanti viene consegnato alcuni giorni prima materiale informativo sull’argomento, preparato dal gruppo organizzatore
- I partecipanti vengono suddivisi in tavoli, a cura del gruppo organizzatore, che cerca di garantirne una composizione mista, in termini di genere, età, caratteristiche socio-culturali (note dalla scheda di iscrizione)
- A ogni tavolo (max 10 persone) viene assegnata una persona con il compito di facilitare il lavoro del gruppo e un computer, collegato con il theme team (squadra dei temi, successivamente “squadra”)
- Il tempo è suddiviso preventivamente in sessioni, corrispondenti alle parti/capitoli del materiale distribuito, con argomenti su cui ogni tavolo discute
- In ciascuna sessione ogni tavolo comunica le proprie conclusioni alla “squadra”, che li trasforma in domande, su cui si voterà
- All’interno del tavolo non c’è votazione, devono anzi essere riportati alla squadra tutti i punti di vista
Il voto, elettronico, tramite “telecomando”, è individuale, mentre l’elaborazione/discussione è collettiva
- La presenza della rete di computer fa sì che sia possibile comunicare, prima dello scioglimento della riunione, sia i risultati delle votazioni, che un instant report (rapporto istantaneo) della giornata.


OST
Le regole dell’OST sono poche: quattro principi e una legge.
- I principi sono: 1. Chi partecipa è la persona giusta; 2. Qualunque cosa succeda va bene; 3. Quando si inizia, si inizia; 4. Quando si finisce, si finisce
- La legge, detta dei “due piedi”, dice: Ognuno ha due piedi, ed è sua responsabilità per il bene di tutti usarli, per spostarsi da un posto dove sente di essere inutile e andare in un posto in cui pensa di essere più produttivo
Più in dettaglio:
- La prima fase è un’assemblea plenaria in cui ogni partecipante, all’interno del tema generale, indica l’argomento che intende approfondire
- Gli argomenti sono scritti su fogli alle pareti
- Assieme all’argomento c’è la proposta dell’orario del relativo gruppo (cioè una persona che è interessata a un argomento proposto da altri/e, può proporre un argomento che le interessa altrettanto, e che potrà essere svolto più avanti nel corso della giornata)
- I gruppi si formano quindi in maniera libera, senza un limite al numero dei partecipanti
- La “squadra” che coordina e facilita il lavoro in plenaria può suggerire di accorpare argomenti molto/troppo simili, o di scorporare argomenti eccessivamente complessi
- Nel gruppo, chi ha proposto l’argomento facilita la discussione
- Non è necessario un computer a gruppo, basta che ce ne sia a disposizione qualcuno (al limite ne basta uno) dove ogni gruppo, quando si scioglie, scrive il proprio rapporto
- La “squadra” ha il compito di trasformare questo materiale in un documento generale (anche qui è possibile e auspicabile un rapporto istantaneo, cioè dato ai partecipanti prima dello scioglimento della riunione)

Sulla base dell’esperienza di entrambi i metodi abbiamo costruito una proposta sperimentale che potremmo chiamare “tecnologia dello spazio semi-aperto” o Semi Open Space Technology (SOST).

Quello che viene proposto per la giornata di sabato 21 (con conclusione nella prima mattina di domenica 22) è un modello di partecipazione/decisione che assume del e-TM
- la produzione/circolazione di materiale elaborato precedentemente,
- la (relativa) rigidità della formazione dei gruppi/tavoli di lavoro,
- la votazione individuale del documento conclusivo (in plenaria).
Il materiale è un documento per punti sulle forme della politica (vedi programma); i gruppi vengono formati via via che le persone si iscrivono: per formare gruppi con caratteristiche bilanciate (età, provenienza, genere, p.es.) sarebbe utile una forma di pre-iscrizione; la plenaria che apre la mattina di domenica vota i punti del rapporto-documento su cui si sono avute posizioni differenti, e poi il documento nel suo complesso.

Dell’OST si assume invece soprattutto
- l’elasticità nello svolgimento della (mezza) giornata di lavoro di sabato,
- la possibilità di cambiare argomento e di cambiare gruppo,
- l’assenza di figure “professionali” per facilitare la discussione nei singoli gruppi,
- l’impegno a chiudere il report prima dello scioglimento del gruppo.

Si prevede che ciascun gruppo, come già si è detto individui al suo interno due persone per due incarichi: facilitare il dibattito, prendere appunti. E’ opportuno che le persone che svolgono la prima funzione siano preparate a farlo, nel senso di aver condiviso il percorso di preparazione della giornata e di avere la disponibilità a svolgere una funzione di supporto al gruppo. Quest’ultima affermazione richiede una spiegazione: i gruppi possono esprimere il massimo di “intelligenza collettiva (rubo la parola a Pino Ferraris) se chi coordina non pretende di esercitare una leadership. Si tratta di coniugare l’esperienza politica che consente di gestire, nel senso di condurre in porto, la discussione, con la capacità di non usare il ruolo per imporre le proprie idee. Sarebbe opportuno poter contare fin da ora su 15-20 persone disponibili a svolgere questo ruolo. Le disponibilità vanno segnalate prima possibile a Chiara Giunti ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) e/o a Massimo Torelli ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .)


Durante il lavoro di gruppo i punti cruciali sono: a) garantire il rispetto dei tempi (3-5 minuti max, per dare possibilità di intervenire sui diversi punti del documento) e del tema, o meglio dell’ordine in cui il gruppo all’inizio deciderà di affrontarli; a chi va proprio “fuori tema”, per esempio nel senso di sostenere che non si può parlare delle forme, prima di aver definito contenuti comuni (critica ricorrente) si può suggerire di portare il suo contributo in plenaria; b) garantire opportunità di intervento a giovani, non-fiorentini/e e donne: per questo, si tratta di valorizzare le presenze, anche stimolando esplicitamente gli interventi.

Il report di ciascun gruppo non è un verbale, è un documento politico, da coordinare con gli altri. Dovrebbe esplicitare i temi su cui si è focalizzata la discussione, indicando il consenso/dissenso su eventuali posizioni divergenti. Dopo la conclusione dei gruppi e mentre la plenaria riprende cambiando tema, una o due persone del gruppo lavorano al documento generale.

 
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