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Carissimi, carissime,
La bella e forte manifestazione di Amantea e le nostre discussioni di Cosenza e Reggio del 23 e del 24 ci hanno ridetto che occorre accelerare i processi in atto per dare soggettività politica “alla rete delle numerose realtà territoriali locali esistenti, fatte di soggetti individuali e collettivi che vedono come inadeguate e insufficienti le forme politiche organizzate che oggi ci vengono presentate a sinistra. E’ indispensabile ribadire che non ci interessa un altro partito oltre a quelli esistenti. Pensiamo, invece , ad un processo costituente orizzontale a rete intrecciato alla sinistra diffusa nel sociale e dialogante con le forze politiche organizzate in cui liberi pensieri individuali possano concorrere alla costruzione di una potenza collettiva al cambiamento, dove non ci sia alcuna primogenitura né ipotesi organizzativa preconfezionata; dove tutte e tutti si sentano a casa propria e possano contribuire fattivamente”.
Le stesse interessanti e positive iniziative (SEM) del 23 e 24 sera a CS e RC, che di fatto hanno assunto in parte il significato di una tappa del processo di discussione del documento e di preparazione dell’iniziativa del 21 e 22 novembre, ( Per la Costruzione di una rete a Sinistra [ndr ora Per un forum della rete@sinistra]) intrecciandosi con il nostro documento “Perchè il Mezzogiorno ha bisogno di una sinistra meridionale e Mediterranea” e le tematiche all’odg( navi veleni, rifiuti tossici, Manifestazione), ci hanno consentito di rilanciare i nostri temi strategici in una realtà difficile e complicata e ci hanno rievidenziato le profonde trasformazioni sociali intervenute, la presenza ed i problemi di vecchi e nuovi soggetti sociali nella realtà calabrese, il mutato modo di percepire la politica ed i partiti. Buona è stata l’attenzione mediatica e la partecipazione ( specie a CS dove si è registrata, come fatto nuovo, una significativa presenza di “clandestini” e rom) nonostante l’incrocio( il 23 sera a CS) con la costruzione della mobilitazione della mattina successiva e le fatiche della manifestazione svoltasi in condizioni meteo pesanti del giorno dopo (24 sera a RC.)
Alla manifestazione di Amantea è intervenuta dal palco anche la cugina Leila Ghanem del gruppo di riferimento della SEM, direttrice della Rivista libanese The Ecologist ( riferimento delle associazioni ambientaliste del Libano e di diverse realtà del nord Africa) e organizzatrice del forum delle alternative libanese, protagonista delle nostre discussioni di Cosenza e Reggio, con il seguente breve intervento che riassume nella denuncia e nella proposta la posizione della SEM sulla questione:
“ Cari amici, Cari cugini, vengo da un Paese che ha subito sei guerre in 25 anni. L’ultima, quella del 2006, è stata catastrofica per il Mediterraneo. Migliaia di tonnellate di gasolio sono state scaricate in mare insieme a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che sono stati e sono mortali per la fauna e la flora marina. Netto ed in equivoco appare il legame tra guerra, distruzione dell’ambiente e diffusione dell’odio razziale. Inoltre i signori della guerra in libano e nel medio oriente comprano e smaltiscono i rifiuti nucleari dell’occidente , dove questo lavoro lo fanno le mafie, per finanziare i conflitti permanenti e la macchina della guerra. E’ questo, va detto forte, non sarebbe possibile, senza la connivenza e la collaborazione degli Stati Occidentali.
Proprio perché sono implicati gli Stati, proprio perché il diritto internazionale protegge sempre i più forti ed i più deboli non hanno né diritti,né strumenti per proteggersi, proponiamo, con la SEM , di lavorare da subito alla costruzione di “ UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE POPOLARE DI COSCIENZA” che promuova e sostenga la ricerca della verità e denunci gli autori ed i mandanti di questi crimini che distruggono la vita del Mediterraneo e delle popolazioni che lo abitano sulle sue diverse sponde . In tanta parte della sponda sud ,ovviamente, con la tragedia e gli sfregi permanenti verso le persone ed il diritto, prodotti della guerra ormai permanente. E’ necessario che i popoli delle due sponde del mediterraneo operino e lottino insieme per denuclearizzare, demilitarizzare, disinquinare il nostro mare, avviare in concreto il percorso di costruzione della Mesoregione del Mediterraneo, perché il Mediterraneo diventi un Bene Comune ed un Mare di Pace.”
Questo dovrà essere un nostro preciso impegno di lavoro.
Ed inoltre,Insieme ed in rapporto con i comitati No Ponte e No Tav dobbiamo, rilanciare l’iniziativa contro il Ponte e l’assalto allo splendido, fragile ed unico sistema ecologico dello Stretto.
DUE NO E UN SI . No al Ponte, No alla TAV SI ad un’altra qualità dei sistemi territoriali e ad un altro modello di Mobilità e Trasporto.
Dai due incontri di lavoro ( CS ed RC) sono uscite rafforzate e confermate le nostre scelte strategiche sulla Mesoregione Mediterranea, sulla lotta alle borghesie predatorie e criminali ed ai sistemi ed agli assetti geopolitici ed istituzionali che favoriscono la loro crescita, a cominciare da un modello di sviluppo insostenibile che per mantenersi in vita ha, come è ormai chiaro, bisogno di avvelenare mare e terra, di guerre permanenti, di soffocare la partecipazione sociale, di rendere il Mediterraneo una cloaca e un cimitero per migliaia di persone che fuggono la guerra, la fame, la disperazione ed il Mezzogiorno d’Italia un’area marginale e dipendente e senza prospettive plausibili, da usare come discarica.
E’ emersa , ancora,come indispensabile ed inderogabile la necessità di porsi in concreto il problema dell’espansione dell’altra economia e dell’altro consumo della lotta al nucleare, del rapporto nuovo e cooperativo con le società della sponda sud del mediterraneo. Quindi cooperazione ed accoglienza sul modello Riace da generalizzare, specie nelle aree interne del Sud, lavorando a quella che abbiamo definito, in altra occasione, la dorsale della solidarietà.
Questi temi li porteremo come SEM il 21 e 22 Novembre a Firenze alla riunione delle associazioni che hanno avviato il percorso per la costruzione del “forum a sinistra” e alla riunione del 7 novembre di preparazione dello stesso.
Un caro saluto Mimmo Rizzuti
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