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Due proposte concrete a più voci PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Novembre 2009 21:12

VERSO LA COSTRUZIONE DI UN ORIZZONTE POLITICO CONDIVISO DI SINISTRA

Le recenti complesse e disastrose vicende delle organizzazioni partitiche della sinistra italiana e delle loro rappresentanze istituzionali, hanno spinto molti di noi, come singoli o come organismi collettivi, a cercare di capirne le origini a tutto tondo, comprensive della corresponsabilità che ognuno di noi, in quanto parte più o meno attiva e/o riconosciuta della classe dirigente, assume nella conduzione delle relazioni interpersonali politiche e/o di genere.

In estrema sintesi, al solo scopo di motivare l’utilità di mettere in discussione a livello nazionale due proposte concrete, appartenenti da tempo alla cultura della sinistra,  si ricorda quanto sia importante la presenza di alcuni requisiti di base per l’efficacia di un progetto politico di sinistra di rilievo generale, cioè adeguato al superamento della grande frammentazione prodotta dalla naturalizzazione del modello di sviluppo capitalistico e che si ponga l’obiettivo di aggregare una massa critica effettivamente alternativa al sistema attuale.

Un progetto quindi in grado di:
1.Fornire una lettura complessiva del contesto socioeconomico contemporaneo, o -in mancanza di dati generali attendibili -come nella situazione attuale- essere in grado almeno di formulare delle chiare ipotesi alternative di riferimento, condivisibili ad un livello ampio, tali da costituire una base analitica affidabile su cui agganciare precise proposte di intervento ai vari livelli territoriali.
2.Esprimere con sufficiente chiarezza i principi / obiettivi fondanti di riferimento, connessi  sia al quotidiano di ognuno che alle prospettive future.
3.Favorire la costruzione di un orizzonte politico ideale di sinistra, nella sua interpretazione più ampia, per contrapporre l’idea di un futuro “equo e sostenibile” di interesse generale, alla visione dell’individualismo possessivo, autocentrato;  obiettivo indispensabile per avviare un processo di riappropriazione -da parte della sinistra- di un simbolico collettivo ormai sostanzialmente in mano alla destra.
4.Rispondere ad esigenze economico-sociali al tempo stesso di natura particolare (individuali o di un determinato ruolo sociale) e generale (di un qualche pezzo di società o territorio o di valenza potenzialmente universale) a partire dalla individuazione e dalla valorizzazione delle realtà politiche unitarie presenti a livello territoriale.
5.Pretendere che chiunque si proponga come dirigente, sia tenuto ad assumere ovunque -ma soprattutto nella relazione politica- comportamenti coerenti ai principi fondanti affermati.

Per produrre questi risultati ed ottenere un progetto che vada oltre l’immediato presente e lo specifico territoriale, non può che aiutare la riattivazione di alcune modalità di progettazione -ormai scomparse dalla prassi politica, anche se già note come essenziali- indicate di seguito:

1.Attivare un confronto dialogico conflittuale continuativo tra interessi personali e sociali differenti (sia pure iscritti in un unico orizzonte ideale condiviso) all’interno di un processo alternato, a partire dal basso e dall’alto, che faccia tesoro sia dei differenti saperi presenti a livello territoriale che di proposte specifiche a livello disciplinare (teoriche o sperimentali).

2.Potenziare la relazione tra realtà organizzate alternative o comunque riformatrici del sistema attuale, attraverso la creazione / valorizzazione di strumenti che permettano una migliore comunicazione / conoscenza reciproca, tanto da favorire la realizzazione di progetti condivisi.                                
3.Mettere in rete i saperi in modo strutturato, articolandoli per ambito di intervento, tanto da favorire -per quanto possibile in una realtà così frazionata- la ricostruzione di una visione di insieme all’interno di una lettura transdisciplinare.
4.Individuare e mettere a fuoco le buone pratiche verificatesi sul territorio, divulgandone i criteri fondativi
5.Dare riconoscimento e spazio reale alla diversità femminile, come occasione storica di completamento dell’identità dell’essere umano, costituito oggettivamente da due generi e non dal solo maschile.

 

DUE PROPOSTE OPERATIVE VOLTE A POTENZIARE
PRODUZIONE ED EFFICACIA DI PROGETTI CONDIVISI


Il clima della campagna elettorale centrato inevitabilmente sulla esaltazione della competizione si e’ ormai dimostrato di grande ostacolo ad una elaborazione condivisa.

E’ pertanto da ritenere utile, in autonomia ed in parallelo allo svolgimento della naturale prassi elettorale/istituzionale, procedere allo spostamento dell’attività di elaborazione progettuale intorno a tavoli affidabili di dialogo/conflitto continuativo, tanto da ricreare condizioni di lavoro adeguate al lavoro di squadra ed alla progettazione condivisa. 

In particolare si ritengono utili, due strumenti già noti e sperimentati, di potenziamento progettuale e relazionale:

- La “CASA TERRITORIALE DELLA SINISTRA” da costruire in ogni territorio in cui maturino le condizioni, come progressiva mappatura / evidenziazione / aggregazione delle realtà già mature verso la costruzione del nuovo soggetto politico (unitario) della sinistra a livello nazionale;

- IL CENSIMENTO DELLE ASSOCIAZIONI POLITICO CULTURALI che operano nei vari     settori / discipline, da attivare ovunque, a partire dalle case territoriali della sinistra, che avrebbero anche un loro primo obiettivo concreto, non conflittuale, nè dispersivo, di mappatura della realtà dei saperi organizzati in atto. L’ambizioso obiettivo sarebbe quello di arrivare ad una mappatura nazionale di censimenti regionali.

 

CONTRIBUTO AL DIBATTITO DI: Eugenia Casini Ropa, Luigi Lombardi Vallauri, Marcello Buiatti, Paola Trotter, Siliano Mollitti, Tamara Alderighi.

 

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